Branca EG

 

 

Quante cacce e quanti voli abbiamo vissuto con il nostro Branco o il nostro Cerchio? Quante fantastiche avventure colorano i nostri ricordi? E soprattutto, quante ore abbiamo impiegato di staff per progettare al secondo e con minuzia di particolari le esperienze e le attività da giocare insieme ai bambini? Succede, poi, che alcuni luoghi non rimangano soltanto (e per fortuna) il contenitore delle esperienze progettate ma diventino un vero e proprio contesto capace di offrire stimoli inaspettati e di creare domande importanti.

“Bene Lupi, possiamo poggiare qui i nostri zainetti”.

“Ma Akela… qui è pieno di sporcizia, non possiamo lasciare le nostre cose”.

Sarebbe interessante raccontarvi il proseguio di questo dialogo, le riflessioni che ne sono scaturite e le decisioni prese.. magari alla presenza del Totem durante un Consiglio della Rupe; tuttavia, trovo estremamente importante soffermarmi sui processi che si sono innescati e si sono sviluppati a partire da questo evento.lc sito 1

Salta agli occhi la predisposizione naturale e curiosa dei bambini ad osservare ed a porsi domande di senso su ciò che li circonda. I bambini sono degli autentici investigatori capaci di scorgere anche il più piccolo dettaglio e di immaginare, con tutta la loro fantasia, le possibilità di soluzione del caso che gli è stato affidato. Esplorare il mondo che li circonda rappresenta per loro una grande sfida, un’impresa difficile ma necessaria per raggiungere i tanti piccoli traguardi della loro crescita. Ma, se da una parte, fare esperienza del mondo è un processo importantissimo che permette ai bambini di costituirsi nel loro essere unico ed irripetibile e di trovare il proprio posizionamento nella realtà, dall’altra, li conduce a ritrovarsi immersi in un processo educativo e culturale insieme. Nelle esperienze vissute, infatti,  imparano a comprendere le proprie capacità ed i propri limiti, imparano a relazionarsi e a confrontarsi con gli altri, imparano a fare propri i valori che guidano la comunità di cui fanno parte e a riconoscersi, pian piano, in tutti quei fattori che caratterizzano la nostra società. È a partire dall’acquisizione culturale di credenze e valori  e dallo stile educativo adottato dalla comunità di riferimento che i bambini diventano capaci di riconoscere tutti quei comportamenti che deviano dalle radici costitutive del nostro essere uomini e donne di questo Pianeta. È da questo avvertimento emotivo, che i bambini innescano processi di riflessione volti a comprendere le motivazioni alla base di tali distorsioni sociali ed a progettare con impegno soluzioni importanti, concrete e consapevoli volte al cambiamento in positivo della realtà.                             

I bambini sentono un legame profondo con la Terra che li ospita: la percepiscono come una casa da abitare e da custodire e la vivono come un dono frutto della gratuità dell’amore del Signore che ha sognato per loro un luogo in cui sentirsi accolti.

La natura diviene, dunque, una fattore prezioso nella vita dei bambini:

- è ambiente da scoprire e da vivere: è uno spazio in cui giocare ed in cui cogliere l’origine di tutte le cose che sono state create; è uno spazio in cui percepire il tempo che scorre, i suoi cambiamenti, il suo rinnovarsi in forme sempre nuove e diverse; è uno spazio nel quale confrontarsi con la molteplicità ed imparare a leggerla e a rispettarla;

- esercita i sensi aiutando i bambini a cogliere le qualità e le forme di una natura che vuole rendersi presente nel contatto con loro: camminare a piedi nudi su di un prato, respirare i profumi di un campo in fiore, assaporare i frutti degli alberi, ascoltare il richiamo degli uccelli ed il suono del vento, osservare le nuvole in cielo che scorrono e camminano, sono la possibilità semplice e concreta di stabilire un rapporto con la natura;

- è esperienza di alterità: i bambini si percepiscono come una delle tante creature che abitano la nostra Terra.  Imparano a conoscere, riconoscerle e rispettare le altre forme di vita, individuano le strategie per entrarci in contatto sperimentando forme di linguaggio e di comunicazione che superano la quotidianità alla quale sono abituati.

La nostra sfida, come capi educatori, è quella di sfruttare le potenzialità dell’ambiente naturale per costruire percorsi educativi inediti. La natura, con le sue leggi, induce chi la abita a mettersi in discussione ridefinendo il proprio stile di azione e di pensiero. Camminare in un bosco, ad esempio,  ci stimola ad avere un atteggiamento diverso e delle attenzioni nuove rispetto a quelle a cui siamo abituati in città.lc sito

L’ambiente naturale, allora, va a configurarsi come contesto educativo prezioso nel quale cogliere istanze e bisogni nuovi ed in cui scoprire sfumature e colori inaspettati di se stessi e degli altri. È un contesto fuori dall’ordinario che rompe gli schemi con l’abitudinarietà di ciò che è quotidiano: è un’occasione educativa forte capace di mettere in discussione alcuni schemi di pensiero e di azione del bambino spronandolo a trovare strategie e soluzioni guardano le cose da una prospettiva nuova e mai percorsa. In tal modo non solo il bambino raggiunge una consapevolezza rinnovata di sé stesso, degli altri e del mondo, ma impara a far uso del suo spirito investigativo esercitando la curiosità ed un pensiero dinamico.

È per noi capi educatori, dunque, un contesto educativo forte nel quale cogliere le richieste dei bambini e nel quale innescare processi di indagine e di riflessione volti alla crescita di uomini e di donne felici; è anche un mediatore: uno spazio ed un tempo di ascolto nel quali camminare insieme ai bambini mano nella mano e uno spazio-tempo  di partecipazione, di confronto, di condivisione di idee e sogni all’interno dei quali rendere i bambini protagonisti della loro crescita.

È un’opportunità che ci spinge ad essere degli artisti della relazione educativa capaci di proporre con intenzionalità esperienze a contatto con la natura facendo in modo che mantengano il tratto dell’eccezionalità rispetto alla totalità della proposta educativa.

Queste esperienze, come ben sappiamo, fanno parte del nostro essere scout ed intercettano in maniera puntuale e profonda le basi pedagogiche sulle quali si innesta l’apparato metodologico della nostra associazione.

Non abbiamo nulla di nuovo da inventarci: lo Scouting come incentrato sull'opera e le qualità dell'uomo dei boschi è atteggiamento costitutivo forte della proposta.

La sfida è trasformare questo atteggiamento in stile di vita, oltrepassando lo spazio ed il tempo delle esperienze scout, andando oltre i pensieri che limitano il nostro agire, lasciando i nostri passi nei territori che abitiamo. È una sfida educativa che richiama forte l’importanza di essere adulti testimoni di scelte e valori , capaci insieme ai bambini di tracciare con costanza e pazienza nuove prospettive attraverso le quali imparare a guardare la bellezza del nostro Pianeta nella sua meravigliosa interezza.

Non sarà, forse, stato proprio questo desiderio di scoprire cosa si nasconde oltre il proprio naso che ha spinto Cocci ad intraprendere il suo lungo viaggio e Mowgli a vivere fantastiche avventure nella Giungla?

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