SE LA STRADA NON C’E’ INVENTALA!
Come ogni anno è giunto il nostro appuntamento con la Relazione del Comitato!
Una relazione che, attraverso il racconto del nostro anno associativo, vuole essere uno strumento per riflettere sui bisogni formativi ed educativi di capi e ragazzi della nostra Regione.
Una mappa che ci aiuti ad acquisire sempre maggiore consapevolezza del tempo e della storia che oggi viviamo, per costruire, con sguardo profetico, una visione futura capace di tracciare percorsi sempre nuovi.
L’anno associativo che si è appena concluso è iniziato con non poche difficoltà: la mancata elezione del Responsabile Regionale maschile ha rappresentato per la Regione la perdita di un valore associativo importante quale è la diarchia. Un valore a cui la nostra associazione non può rinunciare, per il bene che produce sia in termini di efficacia pedagogica, promuovendo un modello educativo equo e paritario di collaborazione e coeducazione, sia, e soprattutto, come opportunità di crescita per i capi, nel campo delle relazioni: imparando a collaborare, a prendere decisioni e a superare insieme le sfide.
Occorre però accogliere e rispettare la scelta dei capi della nostra Regione, una scelta che, al di là dei tecnicismi legati al quorum, delle candidature, al di là di chi avrebbe potuto fare o dire cosa, ha espresso la volontà di fermarsi a riflettere sulle disponibilità al servizio e sui percorsi di condivisione che favoriscono la piena espressione della democrazia associativa.
Protagonista di questa riflessione è stato il Consiglio Regionale, capace di mettersi in discussione attraverso un confronto costruttivo e vivace, nella corresponsabilità delle scelte del livello Regionale.
Oltre alla mancanza del Responsabile Regionale, la Regione si è ritrovata con un Comitato in gran parte rinnovato, con due nuovi incaricati al Coordinamento Metodologico e due nuovi incaricati alla Formazione Capi. In realtà, questa apparente difficoltà si è rivelata una grande ricchezza: a Marilita, Massimiliano, Roberta e Alessio va un grazie sincero per aver avuto la capacità di mettersi subito in gioco, riprendendo i percorsi avviati e rilanciandoli con uno sguardo nuovo sulla formazione e sull’educazione.
Su richiesta dello stesso Consiglio Regionale gli Incaricati alla Formazione Capi hanno avviato un percorso di formazione per sostenere Responsabili di Zona, Consiglieri Generali e IABZ, aiutandoli a riflettere sul proprio ruolo e sul “luogo” che ciascuno è chiamato ad abitare.
Allo stesso modo, gli Incaricati al Coordinamento Metodologico, hanno accompagnato il cammino di riflessione sul valore della relazione come centro del metodo, che ha trovato nell’Area Metodo il suo naturale compimento, promuovendo un pensiero educativo più aderente alla realtà dei ragazzi e dei capi.
Un pensiero speciale va alla Base Scout di Cassano, che quest’anno ha visto il ritorno delle attività scout al suo interno. Un segno di rinascita e di fiducia reso possibile grazie all’impegno e alla passione degli IRO, permettendo ai capi e ai ragazzi di riappropriarsi di uno spazio di vita comunitaria, di formazione e di servizio.
Un’ altra grande sfida che ha visto in prima linea i Consiglieri generali della Puglia è stata la Riforma Leonardo, giunta ormai a un punto di svolta con il possibile avvio della sperimentazione. E’ stato importante il contributo della Regione Puglia anche attraverso la presenza di consiglieri e del Responsabile Regionale nelle commissioni di Consiglio Generale che si sono avvicendate nel corso degli anni. Si tratta di una riforma che rende le Zone protagoniste dell’elaborazione del pensiero associativo, perché più vicine alla lettura dei capi e dei ragazzi, e affida e rafforza, per il livello regionale, il compito di supporto e di sostegno alle Zone.
I consiglieri hanno lavorato per formare, informare e aprire il confronto con i capi delle proprie zone sui nuovi percorsi che l’associazione sta tracciando, orientandosi verso nuovi orizzonti.
E allora, sì, è proprio così: SE LA STRADA NON C’E’, INVENTALA!
È fondamentale adottare uno sguardo nuovo sulla storia di ciascuno, focalizzandosi sull’importanza delle relazioni autentiche, che trovano il loro fondamento nell’inclusione e nella prossimità.
Grazie al Comitato e a tutti gli Incaricati di Branche e Settori per la competenza e la determinazione nel servizio reso all’Associazione.
Grazie al Consiglio Regionale per la capacità di tracciare percorsi volti al superamento delle difficoltà, con creatività, rompendo schemi e costruendo alleanze nel perseguimento di obiettivi comuni, riportando la bellezza e la ricchezza della specificità dei propri territori.
Grazie, infine, a tutti i capi della Regione Puglia per il tempo che dedicano, con passione, alla formazione, all’educazione e alla partecipazione.
Stefania
“Sii contento di quello che hai e ricavatene il meglio che puoi. Guarda il lato positivo delle cose invece di quello oscuro”
“La strada verso il successo” di Baden Powell
In un contesto in continua evoluzione che ci chiede di coniugare la tradizione scout con le sfide del Terzo Settore , abbiamo cercato di intraprendere azioni da cui sono emersi risultati e criticità. Analizzeremo il percorso compiuto e le sfide organizzative che ci attendono.
Analisi censimenti
Continua il trend di crescita della nostra regione: rispetto allo scorso anno i censiti sono incrementati per 57 soci, passando da 12.070 censiti nel 2024 a 12.127 censiti nel 2025. In particolare registriamo un lieve incremento sia tra i soci giovani (+46 ragazzi) che tra i soci adulti (+11 capi). Invece registriamo una piccola diminuzione dei gruppi (da 146 a 143), mentre il numero delle unità censite è rimasto invariato (427).
Questi numeri indicano quanto sia ancora valido lo scoutismo nell’educare i giovani oggi; al contempo dobbiamo registrare la difficoltà di fare scoutismo in alcune zone periferiche della nostra regione, ma constatiamo la tenacia nel mantenere viva la fiamma dello scoutismo in queste zone da parte dei pochi capi presenti.
Democrazia associativa
Per lo svolgimento delle assemblee regionali anche quest’anno siamo riusciti a trovare dei posti idonei ai nostri numeri con costi anche contenuti.
L’assemblea autunnale si è svolta nuovamente presso la Caserma della Legione Allievi del Corpo della Guardia di Finanza di Bari ed ha registrato un’altissima affluenza di capi con oltre 950 presenti (quasi 1.350 capi iscritti compreso le deleghe) probabilmente legata all’elezioni previste per i mandati scaduti, mentre l’assemblea primaverile per delegati si è tenuta presso l’Istituto Tecnico “E. Di Savoia” di Bari con una presenza di 220 capi (in rappresentanza di 100 gruppi su 143).
Dobbiamo constatare che è sempre più difficile riuscire a trovare nella zona centrale della Puglia dei posti adatti alla fruizione di un’assemblea partecipata sia per il numero dei partecipanti che per il budget stanziato (soprattutto per l’assemblea in plenaria).
Questa volta è toccato alla zona Peucetia ospitare il primo consiglio dell’anno che come di consuetudine viene svolto presso una zona. Riteniamo che questa sia davvero un’occasione preziosa per vivere i nostri territori e riscontriamo tanto impegno e ospitalità da parte delle zone nella cura di ogni dettaglio affinché il Consiglio possa vivere davvero un momento unico. Gli altri Consigli Regionali sono stati vissuti nella nostra sede regionale, scelta legata non solo per il luogo centrale rispetto a tutte le zone, ma anche per contenere i relativi costi.
Aggiornamenti sulla Base Scout
Ad ottobre 2024 si è concluso, con non poche difficoltà, l’iter di acquisizione della Base di Cassano oggi di proprietà dell’Agesci Puglia. Il 6 aprile 2025, con una semplice cerimonia, abbiamo riaperto la parte esterna rendendo finalmente la Base fruibile, anche se in parte. Da aprile a settembre si sono registrate n. 10 prenotazioni per lo svolgimento di eventi di branco, di squadriglia, di reparto, di zona e di settori.
La realizzazione dei lavori riguardanti l’area esterna è stata resa possibile grazie al contributo della regione Puglia di € 75.000 relativo all’anno 2024. Il 70% di tale contributo è stato già acquisito, mentre abbiamo presentato la documentazione per la rendicontazione finale e siamo in attesa di riceverne il saldo.
Al contempo la Giunta Regionale, con delibera n. 26 del 20/01/2025, ha approvato il Bilancio Finanziario Gestionale per l’esercizio finanziario 2025 rifinanziando le basi scout di Cassano delle Murge e di San Marco in Lamis. E’ stato previsto che alla base di Cassano vada un contributo di € 25.000 per lavori di manutenzione e abbiamo pertanto predisposto e presentato un progetto alla Regione principalmente per l’adeguamento ed il potenziamento dell’impianto di illuminazione esterna e per la sistemazione e messa in sicurezza della cisterna idrica. Siamo in attesa che si concluda la fase istruttoria e venga poi concesso il contributo.
Segreteria regionale
La segreteria regionale è senza dubbio il nostro punto nevralgico operativo. Ogni giorno i nostri segretari garantiscono, ciascuno per le proprie competenze, un supporto fondamentale per la nostra azione educativa. Anche quest’anno abbiamo mantenuto un accordo che ha previsto un’alternanza tra giorni lavorati in presenza e altri in smart working riuscendo così a conciliare la produttività ed un maggiore equilibrio vita – lavoro.
L’apertura della Base è stata anche per loro un impegno che li ha visti coinvolti in prima linea. Per questo ci teniamo a ringraziarli davvero perché hanno reso possibile lo svolgimento di eventi grazie alla loro preziosa disponibilità nella gestione logistico-organizzativa.
Cooperativa Caravella
Anche nel 2024 la cooperativa ha incrementato il suo fatturato ed ha chiuso il bilancio in utile continuando nella politica di risanamento e di consolidamento iniziata negli anni scorsi. Tuttavia da un ‘analisi dell’andamento delle vendite degli ultimi 3 anni si è registrata una diminuzione delle vendite di uniformi e distintivi destinati agli associati e allo stesso tempo un incremento significativo nelle vendite di articoli ad extra associativi. Questi risultati devono essere attenzionati, monitorati e soprattutto condivisi al fine di comprendere come la nostra proposta educativa viene vissuta in particolare nel livello di gruppo, ma soprattutto per non perdere di vista il valore della cooperativa che riguarda ciascuno di noi.
A conclusione della riorganizzazione del personale iniziata nel 2024 a seguito del pensionamento di Vito, la cooperativa nel 2025 ha stabilizzato con contratti a tempo indeterminato i due dipendenti (Tania e Alessandro) assunti inizialmente a tempo determinato.
Strutture regionali
La nostra foresteria ha visto la presenza di tanti ospiti non solo pugliesi. Tante sono state le prenotazioni e per questo motivo sentiamo fortemente la necessità di regolamentarne l’utilizzo al fine di renderla sempre più ospitale e al fine di far fronte alle spese ordinarie di gestione.
Il magazzino regionale è sempre stato un fondamentale supporto logistico che ha permesso di raccogliere attrezzature, materiali e documenti utili allo svolgimento dei nostri eventi regionali e alla memoria della nostra storia. Dobbiamo constatare però che la sua gestione oggi è davvero complicata in quanto non esiste un inventario dettagliato dei beni a volte obsoleti, non c’è un gran senso di responsabilità e cura del bene comune nell’utilizzo degli stessi e manca una organizzazione fisica per ottimizzare spazio e tempo di reperimento.
Campagna Calendario scout 2025
Nel 2025 abbiamo registro un lieve decremento nella vendita dei calendari da parete rispetto al 2024, registrando comunque la vendita di oltre 19.000 calendari, mentre per i calendari da tavolo abbiamo registrato un incremento rispetto agli anni precedenti superando il tetto di 2.000 calendari venduti. Si evidenzia che il 21% dei gruppi regionali non ha partecipato all’acquisto dei calendari, percentuale in leggera diminuzione rispetto all’anno scorso.
Ricordiamo che l’attività di vendita dei calendari rappresenta un pilastro fondamentale dell’autofinanziamento dei gruppi e dell’associazione. Questa iniziativa non genera solo risorse economiche ma è anche un’importante occasione di contatto e visibilità con le comunità locali, le famiglie e i sostenitori. L’attesa è che questo possa motivare soprattutto i gruppi che non hanno preso parte a questa attività associativa.
Sguardi verso il futuro
L’adesione dell’AGESCI al Terzo Settore e l’iscrizione dei singoli livelli associativi al RUNTS hanno introdotto una serie di nuovi e significativi adempimenti di natura amministrativa, contabile e fiscale. Questi adempimenti impongono una maggiore cura e una più approfondita specializzazione nella gestione dll’ economia associativa.
A livello di Zona la responsabilità di supportare i Gruppi ricade principalmente sui Responsabili di Zona e sul Tesoriere ove presente. La segreteria regionale e gli I.R.O. sono invece il tramite tra i Gruppi e l’ufficio nazionale Terzo Settore. Tuttavia la complessità delle norme sta richiedendo una quantità di tempo e un livello di competenza che non sempre sono sostenibili. Da qui nasce il nostro guardare lontano pensando alla necessità di istituire una figura che possa fungere da punto di riferimento a livello di zona considerando la presenza di ben 11 zone sul territorio pugliese. In questo modo siamo convinti che un supporto più vicino possa rendere la gestione più sostenibile.
L’organizzazione in AGESCI non è un fine, ma uno strumento fondamentale per garantire che la nostra proposta educativa possa dispiegarsi in modo efficace e sostenibile e promuovendo la cultura della sana gestione economica.
Rossella e Paolo
L’anno Associativo che si è appena concluso ha visto l’avvicendamento di entrambi gli Incaricati Regionali alla Fo.Ca.
Eletti a novembre, abbiamo iniziato a conoscere e a vivere il ruolo, con l’aiuto disponibile di chi ci aveva preceduto e con il supporto del Comitato Regionale. Sono stati mesi in cui abbiamo scoperto, vivendo tante “prime volte” con l’entusiasmo e la gioia di chi vuole capire, conoscere, vedere con sguardo nuovo. Abbiamo provato a praticare l’ascolto per entrare in relazione, per conoscere l’altro, per andare a fondo a situazioni nuove e complesse.
In Comitato Regionale abbiamo condiviso prospettive e orizzonti della Formazione Capi, iniziando a riflettere su quanto potesse essere generativo un rapporto sempre più stretto con l’Area Metodo. Questo sentire comune, ci ha permesso di immaginare e di iniziare a realizzare un percorso mirato ad una formazione condivisa tra Incaricati Fo.Ca. di Zona e Area Metodo. Già a maggio abbiamo intrapreso questo cammino con un primo incontro comune che ha gettato le basi per progettare con entusiasmo i passi futuri da compiere insieme.
Il tempo che abbiamo vissuto è stato pieno, un tempo di gioia, di incontri e di confronti, un tempo denso di persone. E lo stare con le persone, con i capi della nostra Associazione ci ha permesso di individuare alcune prospettive che riteniamo essere delle priorità, oggi, nel campo della Formazione Capi:
- promuovere una formazione continua, aderendo alle proposte dell’Associazione, del territorio, della Diocesi ma anche autoformazione attraverso lo studio e l’approfondimento personale;
- guardare alla formazione come saper fare e sapersi fare domande che generano una rilettura della propria esperienza di vita e di servizio;
- valorizzare la vita di staff e di comunità capi, primi contesti utili a rileggere le esperienze educative e formative;
- accompagnare i capi e i giovani capi a vivere l’essere adulti oggi, con le difficoltà date dal nostro tempo;
- praticare la cura nella lettura dei bisogni formativi, perché le esperienze formative siano “cucite su misura”, utili a mettere le mani in pasta ma anche a lanciare domande di senso.
Incaricati alla Fo.Ca. di Zona
La relazione, il confronto e il lavoro condiviso durante tutto l’anno hanno consentito non soltanto di mantenere uno sguardo costante sui bisogni formativi emergenti nelle Zone, ma anche di supportare e sostenere gli incaricati attraverso una formazione specifica al ruolo.
La cooperazione con gli Incaricati di Zona ha avuto al centro i percorsi formativi e quelli di Tirocinio avviati nei territori: la condivisione delle esperienze zonali ha permesso di raccogliere spunti e idee nuove, proposte e suggerimenti, offrendo uno sguardo più ampio e sistemico sui temi della formazione capi. Dalle verifiche dello scorso anno è emersa la necessità che le Zone predisponessero i Moduli Formativi e i percorsi di Tirocinio in un tempo congruo alla condivisione con le altre Zone. Questo ha favorito l’avvio di percorsi di sussidiarietà tra territori e ha garantito supporto alle Zone con meno formatori (da coinvolgere nei Moduli Formativi) o con pochi tirocinanti.
Abbiamo incontrato i Capi Campo dei Campi di Formazione Metodologica e dei Moduli di Aggiornamento Metodologico con l’intento di cogliere i bisogni formativi sia degli staff sia dei partecipanti. Da questo confronto è emerso che i campi adottano progettualità, metodologie e visioni formative anche molto differenti tra loro, una varietà che rischia di frammentare e rendere disomogenea l’offerta formativa.
Per questo abbiamo avviato un percorso volto a definire linee di indirizzo comuni e condivise per i campi regionali, dalla fase di progettazione fino alla verifica e all’autovalutazione. L’obiettivo è costruire un’offerta sempre più aderente ai reali bisogni dei capi che vivono oggi il loro servizio, in dialogo con le sfide e le caratteristiche del nostro tempo.
Riteniamo fondamentale che i partecipanti possano sperimentare, durante il campo, le dinamiche, le relazioni, il confronto e il dialogo propri della vita di staff, da sempre luogo privilegiato di crescita personale e di formazione fin dal primo ingresso in Comunità Capi.
Come Formazione Capi, insieme all’Area Metodo e agli staff, intendiamo avviare una riflessione su come rendere la formazione metodologica sempre più una “questione” comunitaria, coinvolgendo attivamente le Comunità Capi e gli staff di provenienza dei partecipanti.
Dai territori di confine, soprattutto dalle Zone a Nord della Puglia, è emersa l’esigenza di avere un maggiore supporto formativo da parte della Regione. Le difficoltà di questi territori risiedono nel basso numero di capi, di formatori e di tirocinanti ma anche nella dislocazione geografica dei vari gruppi. Quest’ultima rende più difficoltosa la partecipazione dei capi agli eventi formativi organizzati spesso in territori anche molto lontani. Per favorire i percorsi formativi, ci siamo impegnati, insieme ai Responsabili di Zona, ad incentivare la partecipazione degli Incaricati di Zona agli incontri a loro dedicati e ad incrementare la rete formatori delle due Zone a nord della Puglia. Inoltre lavoreremo per sostenere la realizzazione di Moduli Formativi sul territorio, anche con il supporto di Zone vicine.
Formazione in Consiglio Regionale
All’interno della vision della formazione capi per questo quadriennio, abbiamo riconosciuto insieme – sia in Comitato che in Consiglio – l’importanza di riservare attenzione anche alla formazione al ruolo dei membri del Consiglio. È uno spazio che sentiamo necessario: non solo come supporto al servizio quotidiano di ciascuno, ma anche come occasione per alimentare nuove prospettive e stimoli.
Quest’anno ci siamo concentrati sul tema dell’auto-lettura dei bisogni formativi. Ogni consigliere ha avuto la possibilità di interrogarsi sulle proprie esigenze, valorizzando le peculiarità legate al ruolo che ricopre. Parallelamente, abbiamo avviato un lavoro condiviso con i capi per approfondire le caratteristiche che delineano il profilo del Responsabile regionale, provando a declinarle nella realtà concreta della nostra struttura e nelle sfide che oggi siamo chiamati ad affrontare.
Riteniamo di proseguire su questa strada anche nei prossimi anni, per dedicare “cura” al Consiglio Regionale con momenti di formazione specifica. Crediamo, infatti, che investire su di noi significhi rafforzare la capacità di tutta la nostra comunità di crescere e di servire con maggiore consapevolezza ed entusiasmo.
Roberta e Alessio
Condurre in disparte, portare altrove, in un altro luogo, porre di fronte al nuovo, all’inaudito, all’imprevisto, all’insolito, al raro, al diverso, al mostruoso, adombrare e illuminare, nascondere e svelare, rapire e salvare, sottrarre e proteggere, fuggire e sostare, ma anche disorientare, spaesare, distogliere, spostare, decentrare, dislocare. La dinamica formativa in gioco è quella di aprire, del fare scoprire, del far sorgere, ma anche del ritrarre, dell’appartare e del richiudere”
Massa, Educazione e seduzione
Care capo e cari capi,
questa relazione vuole restituire il cammino vissuto nell’ultimo anno nell’Area Metodo attraverso le Piccole Orme, i campi di specialità, gli EPPPI, i momenti di formazione e gli incontri tra branche e settori. È il frutto di riflessioni condivise, nate dal desiderio di leggere insieme ciò che stiamo vivendo e di orientare il nostro percorso.
Il cuore è sempre lo stesso: lo scautismo non esiste senza relazione, e i processi educativi hanno senso solo se sottratti al culto del numero e della quantificazione, idolo del tempo che viviamo, perché l’educazione è l’intreccio di esperienze e legami.
È proprio nei legami autentici che lo scautismo trova la sua forza. È allora che diventa risorsa educativa e civile, per i ragazzi e per le comunità. Per questo è necessario rimettere al centro l’esperienza dell’incontro, che è il terreno su cui il Metodo prende vita.
In questa prospettiva, l’Area Metodo in Puglia sente oggi con particolare urgenza il bisogno di riscoprire e vivere fino in fondo la circolarità del pensiero educativo, intesa come movimento continuo tra la base e il centro dell’associazione. È in questo dinamismo che possiamo ritrovare coerenza, forza e senso. Il Metodo scout è uno, ma si fa molteplice nella vita concreta delle Branche, dei Settori, delle Zone, delle Comunità Capi e dei singoli capi.
La relazione come centro del metodo
Tutte le Branche e Settori sono d’accordo: la relazione autentica è il cuore dello scoutismo e condizione necessaria per la crescita di bambini, ragazzi e giovani.
- In LC, la relazione è stata intesa come cura autentica, comunicazione spontanea e riconoscimento dell’unicità del bambino.
- In EG, come accompagnamento verso responsabilità e autonomia, attraverso l’incontro e la costruzione di reti di fiducia.
- In RS, la relazione profonda è la chiave per superare la fragilità che, spesso, si manifesta nei ragazzi come un’ansia per il futuro o un’incapacità di vivere pienamente il presente.
Nelle loro storie si coglie un bisogno potentissimo di essere visti e riconosciuti per ciò che sono, non per come vorremmo che fossero.
In questo scenario, lo scautismo è, e può essere sempre di più, un fattore protettivo straordinario: sostiene la stima di sé, allena il “sapersela cavare”, rende possibile sbagliare e sentirsi comunque accolti. È un valore anche civile e sociale, emerso con forza da tutte le relazioni.
Perché questo accada, occorre accogliere sfide comuni:
- Rimettere al centro la relazione e l’educazione. Non bastano attività ben progettate: conta che parlino ai bisogni reali dei ragazzi.
- Il capo come adulto in cammino. Non guida infallibile, ma persona capace di mettersi in gioco con le proprie fragilità.
- Accogliere la complessità. Ansia, isolamento, disturbi alimentari, difficoltà relazionali: sono linguaggi di un dolore che i ragazzi spesso non sanno esprimere. Sta a noi saperci fermare, senza scorciatoie.
- Integrare reale e digitale. Non due mondi separati, ma intrecciati nella vita dei ragazzi. L’educazione deve riconoscerlo.
- Custodire il vuoto. Non riempire subito ogni mancanza, ma lasciare spazio a ricerca e desiderio.
È qui che si gioca tutta la partita dell’essere adulto e capo autentico. Il nostro compito oggi è fare in modo che i ragazzi non si sentano da soli. Una testimonianza incarnata nella vita reale, raggiungendoli lì dove sono, dove la loro vita accade, capaci di accogliere le emozioni, anche quelle più difficili, e di sostare nella complessità senza cercare scorciatoie. I ragazzi hanno bisogno di adulti che dicano, con gesti concreti: “ti vedo, ti ascolto, credo in te”.
Quando l’esperienza parla ai ragazzi
La nostra osservazione durante i quattro incontri di Area Metodo, due delle quali condivisi con la Formazione Capi e gli IABZ, ci dice che i ragazzi partecipano pienamente quando sentono che ciò che vivono nello scautismo ha un legame diretto con i loro bisogni di senso.
- LC: l’uso consapevole degli Ambienti Fantastici ha permesso di affrontare temi delicati come emozioni, affettività e collaborazione, trasformandoli in occasioni di crescita.
- EG: il diario di bordo digitale e le specialità hanno favorito l’espressione emotiva dei ragazzi, collegandola al processo di progettazione e realizzazione delle imprese.
- RS: l’esperienza delle ROSS è stata vissuta dai ragazzi non come un’attività da fare, ma come un cammino da abitare.
In questo, i percorsi dei Settori, dai laboratori di manualità, agli eventi nazionali, hanno arricchito la proposta, stimolato creatività, responsabilità e capacità di leggere la realtà. È la nostra risposta in un tempo fragile, è la forza della “comunità” che accoglie, accompagna e supera ogni logica performativa. Serve custodire la mancanza, non colmarla subito: solo così lo scoutismo diventa spazio aperto di ricerca.
Fragilità come occasione di crescita
Vivere relazioni autentiche significa entrare in contatto con emozioni forti e che il passaggio da fragilità a possibilità significa anche accettare che le parole dei ragazzi ci arrivino come un pugno nello stomaco, ci mettano in crisi, ci facciano sentire vulnerabili.
- In LC, alcuni bambini faticano a gestire le proprie emozioni e necessitano di capi preparati a sostenere questo percorso,
- mentre in EG la fragilità può diventare occasione di responsabilizzazione attraverso il lavoro insieme, la gestione delle squadriglie e la progettazione di imprese significative.
- così in RS, la fragilità dei rover e delle scolte può essere superata attraverso l’esposizione al “rischio buono”: l’incontro con l’altro, con l’ignoto, con l’imprevisto. Questo consente lo sviluppo del senso critico e la libertà di scegliere e agire di conseguenza.
Le esperienze proposte dai Settori hanno mostrato come manualità, creatività e collaborazione possano trasformare difficoltà in crescita. Analogamente, le attività del Settore comunicazione hanno contribuito a sviluppare nei ragazzi consapevolezza, precisione e attenzione al dettaglio, sensibilità verso gli altri e capacità di collaborare nella gestione di contenuti condivisi, riconoscendo la dimensione pubblica e sociale delle proprie azioni.
Dentro questa direzione si apre l’opportunità e la sfida di promuovere un’educazione centrata sulla persona, creare spazi di ascolto autentico, sostenere il servizio dei capi riconoscendone la complessità emotiva, proporre percorsi di educazione all’affettività e all’amore fondati sul rispetto e la libertà. Solo così possono svilupparsi il senso critico e la libertà di scegliere, accompagnando i ragazzi a un passaggio educativo che non li rassicura ma li apre alla vita vera.
Lo scoutismo come fattore protettivo
Lo scautismo sostiene l’autostima, allena il “sapersela cavare” e permette di sbagliare restando accolti, rappresentando allo stesso tempo un valore sociale e civile perché costruisce cittadinanza attiva.
Ci chiama a uscire, a non restare chiusi nelle sedi, ma a incontrare i ragazzi nei luoghi della quotidianità, nelle case, nelle scuole, negli spazi di amicizia, nei momenti di fatica e ricerca di senso.
- In LC, ciò significa sentirsi riconosciuti, trovando nel branco o nel cerchio impegnati in una attività a tema un luogo in cui fiorire;
- in EG, vivere esperienze significative come imprese, campi e specialità che lascino un segno nel territorio e diventino memoria.
- In RS, significa accompagnare i ragazzi a proiettarsi in un servizio continuativo e significativo nella società, spingendoli a confrontarsi con la realtà che abitano e a prendere decisioni di comunità.
Gli EPPPI, i campi e i laboratori si confermano ambienti di valore educativo, in cui i ragazzi si riconoscono come parte di una storia condivisa, radicata nella manualità, nella creatività e nel senso di comunità.
Importanti in questo cammino sono stati gli eventi vissuti in collaborazione tra branca e settori, nei quali si è costruita insieme una proposta più vicina ai ragazzi. Tra questi, vogliamo ricordare:
- l’EPPPI RS con GPN e Settore Nautico ha offerto una proposta nuova e incisiva per i novizi e RS di primo anno;
- l’EPPPI sulla disabilità, con RS e Foulard Bianchi, ha mostrato la dimensione politica del servizio.
Una relazione così, se vissuta, resta. Diventa memoria, parola interiore che guida quando il capo non c’è e custodisce anche quando tutto sembra cedere, rendendo fertile il vuoto creativo e aprendo spazi inediti di curiosità, autonomia e scoperta. È un cammino che prepara alla Partenza, da riscoprire come scelta politica ed evangelica.
Educare oggi significa passare da un’educazione rassicurante a un’educazione che espone al “rischio buono”.
Il metodo scout non è neutro: è una scelta politica e un gesto evangelico, un modo di abitare il mondo.
Nella consapevolezza che anche un’ora di scoutismo può aprire un mondo dentro ciascun ragazzo e diventare un’esperienza di cambiamento. È questo l’effetto di un incontro con una testimonianza che sa incarnarsi. L’educazione non può prescinde da questa incarnazione e da questo incontro. Per questo riteniamo necessario incoraggiare comunità capi e capi singoli a un’educazione che non si accontenta del già dato, ma che osa interrogare la realtà e aprirsi a reti di confronto dentro e fuori l’associazione.
Vogliamo costruire legami, affinché nessuno si senta solo nel proprio ruolo.
Quando lo sguardo illumina la strada
Il nostro compito oggi è riscoprire il valore della relazione come luogo di felicità. Non una felicità superficiale, legata all’assenza di problemi o di conflitti, ma la gioia profonda di chi si sente accolto e guidato. Per questo dobbiamo continuare a interrogarci su quale tipo di adulti vogliamo essere.
La forza dello scoutismo è nella relazione. In una società in cui tutti parlano e poi cambiano idea, lo scoutismo sceglie di abitare la fatica, la strada, la coerenza e l’esperienza vera dell’incontro. Le nostre attività scout non possono essere schiacciate nelle due sterili dimensioni di un collegamento online, perché perderebbero la loro funzione valoriale e affettiva. L’esperienza educativa ha bisogno di corpi, di gesti, di condivisione reale.
Per questo l’Area Metodo sogna un’associazione che pensa insieme, che valorizza il contributo di branche, settori, zone, comunità capi, formatori e consiglieri.
Educare è un atto d’amore, un gesto politico, un’esperienza di gioia. Se oggi vogliamo essere fedeli al mandato ricevuto, dobbiamo tornare a credere nella bellezza del servizio, nella forza della condivisione e nella possibilità reale di costruire insieme un mondo migliore, un’educazione più giusta, un futuro più umano.
Marilita e Massimiliano
Attraverso l’educazione cerchi di dare ai bambini un’esperienza importante affinché attraverso quella esperienza loro maturino le competenze che per loro è più facile o possibile sviluppare in quel momento.
Questa citazione di Luigina Mortari, docente universitaria e pedagogista italiana, tratta dal suo intervento “Fammi fiorire”, è stata uno dei punti di partenza per la riflessione condotta quest’anno dalla branca LC Puglia. Insieme ai capi della pattuglia, agli IABZ, ai formatori e ai capi campo delle P.O., abbiamo tracciato percorsi di riflessione che vorremmo far arrivare a tutti i capi: nelle zone, nelle comunità capi e negli staff.
Abbiamo approfondito discorsi su relazioni, competenze e affettività, temi affrontati attraverso i nostri Ambienti Fantastici, strumenti che ci mettono in discussione già da un paio d’anni grazie alle riflessioni della pattuglia nazionale e al percorso “da filo… a trama!”. Qui potete trovare un piccolo riepilogo per ritrovare il bandolo della matassa.
Ci siamo interrogati, e invitiamo anche voi a farlo, su queste domande:
- quanto tempo dedicate alla comunicazione autentica con i vostri LC, sia in momenti strutturati che destrutturati? Le osservazioni ricavate dai bambini mostrano il loro profondo bisogno di sentirsi apprezzati, complimentati e valorizzati trova nella realtà scout un “posto loro”, dove esprimersi liberamente. Questo ci ha rivelato l’importanza di dedicare tempo e spazio alla cura autentica delle relazioni, con un dialogo non solo strutturato ma anche libero e spontaneo, che permetta l’espressione delle emozioni più intime.
- avete mai usato le competenze per costruire relazioni? Pensate a come sviluppare o acquisire nuove competenze di capo? Quali strumenti utilizzate per lavorare sulle competenze con i vostri LC? Abbiamo notato che la capacità di esprimersi e di relazionarsi varia tra i bambini, alcuni dei quali manifestano difficoltà a gestire le emozioni. Questo ci ha portato a comprendere l’importanza di affinare le nostre competenze nel facilitare la collaborazione anziché la competizione. L’AF si è dimostrato uno strumento potente in questo senso, se usato con consapevolezza.
- quanto vi sentite sicuri nel rispondere alle domande dei bambini su emozioni, affettività e relazioni? Quanto riuscite a creare uno spazio sicuro per la loro espressione? Il dialogo con la Dott.ssa Ylenia Manni è stato un momento per riflettere sull’educazione all’affettività. Abbiamo constatato che alcuni bambini mostrano ansia o difficoltà nelle relazioni. Il confronto ha rafforzato la consapevolezza che non siamo psicologi o pedagogisti, ma “capi scout” che offrono una relazione di amore e di cura, rendendo il cerchio per i bambini uno “spazio sicuro” per l’espressione dei sentimenti.
Queste e altre domande, con le conseguenti riflessioni, sono raccolte negli atti di ciascun incontro che potete trovare qui, qui e qui. Le vostre risposte, invece, le troverete nella vita dei vostri Gruppi, con i capi con cui condividete il vostro servizio e il vostro Progetto Educativo.
Le sfide che ci accompagneranno ancora riguardano la difficoltà dei bambini a gestire le proprie emozioni e l’influenza della competizione in vari contesti. Ci impegniamo a rafforzare la cultura dell’ascolto attivo e ad approfondire la conoscenza della “pista e del sentiero” di ogni bambino, continuando a creare occasioni di formazione e confronto per i capi, sostenendoli in questo delicato compito educativo.
Con grande gioia, abbiamo integrato il nuovo cerchio del Termoli 1 nella Rete Bosco, una scelta che riflette il nostro impegno per la condivisione e il confronto. Quest’anno abbiamo promosso gemellaggi tra più cerchi, un’esigenza emersa dalla verifica dello scorso volo regionale. Nella preparazione non sono mancati momenti formativi e di confronto con tutti i capi, che hanno generato preziose occasioni di arricchimento.
Infine, un ringraziamento speciale va a tutti i capi che, con il loro impegno, permettono ai lupetti e alle
coccinelle pugliesi di vivere i campetti di P.O. L’aumento delle disponibilità ha permesso di avviare un nuovo progetto di campo, incrementando il numero di campetti e riducendo le liste d’attesa. Un grazie anche a coloro che, dopo l’incontro formativo CustodiAMO le P.O., hanno dedicato tempo alla stesura di nuovi progetti, da cui nasceranno nuovi campetti invernali ed estivi nei prossimi anni associativi. L’esperienza dei campetti invernali ci incoraggia a portare avanti questa proposta, non solo per l’alto numero di bambini iscritti, ma soprattutto perché gli staff hanno osservato come i bambini fossero più preparati e consapevoli dell’esperienza che andavano a vivere. Questo dimostra che i campetti invernali stanno portando gli staff a interrogarsi più a fondo sull’intenzionalità educativa dello strumento, inserendolo in modo consapevole e al momento giusto nella pista e nel sentiero del bambino.
Conoscere bene la pista e il sentiero di ogni bambino non è facile: richiede tempo, spazio, pazienza e cura per coltivare e far fiorire. Ma è un passo fondamentale se vogliamo comprendere ciò di cui hanno bisogno, ciò che non dicono o nascondono e, soprattutto, se vogliamo adempiere al nostro compito di accompagnare la crescita di persone significative e felici.
Buon volo e buona caccia a tutti!
Rosanna e Agostino
“Gioca, non stare a guardare”. Con queste parole di B.P. rileggiamo il cammino della Branca EG, offrendo uno spazio di sintesi e riflessione sul lavoro svolto nei territori, sugli strumenti messi in campo e sulle scelte educative e formative che hanno guidato le nostre azioni. È uno sguardo grato verso i tanti capi e ragazzi incontrati nei diversi contesti vissuti insieme, dentro e fuori le Comunità Capi. L’anno appena concluso è stato orientato da pochi obiettivi, ma chiari. Abbiamo cercato di essere una Branca che cammina insieme, che ascolta, costruisce reti e crede nella forza dell’incontro come occasione privilegiata di crescita.
Un impegno centrale è stato l’accompagnamento degli IABZ E/G nella progettazione dei Campi Capi Squadriglia, momento fondamentale per la crescita nella tappa della responsabilità. Abbiamo scelto di affidare a loro la guida dell’azione per rispondere in modo più efficace alle esigenze, diverse da zona a zona, garantendo al contempo un confronto costante, anche attraverso la creazione di un piccolo archivio condiviso. Il campo è stato realizzato da tutte le Zone, nonostante le difficoltà riscontrate, in parte dovute al passaggio di consegna. Ci teniamo per questo a ringraziare tutti gli IABZ per la disponibilità e la pazienza, saper ascoltare e accogliere i bisogni reciproci è stato un momento fondamentale per arrivare a questo risultato.
Abbiamo poi promosso con convinzione l’iniziativa “L’Area Metodo è con te”, come forma concreta di supporto quotidiano agli IABZ nel loro ruolo di quadri educativi, riconoscendo l’importanza della prossimità, del confronto costante e dell’accompagnamento nei luoghi dove quotidianamente si vive il servizio. Una domenica di febbraio ha visto la Pattuglia e gli IABZ EG impegnati in una giornata formativa sul ruolo del capo “animatore di adulti”. Attraverso un’attività di tipo esperienziale, abbiamo approfondito diversi aspetti legati a questo ruolo — come il lavoro di squadra, la mediazione e l’ascolto — anche grazie al contributo di un esperto che, offrendo una lettura antropologica della figura, ci ha aiutato a coglierne punti di forza e criticità. L’incontro si è rivelato un’occasione preziosa per riconsiderare la propria posizione da una prospettiva nuova, sentendosi parte di una rete di scambio e confronto. Pur comprendendo il periodo particolarmente denso di impegni, abbiamo percepito con dispiacere una partecipazione limitata. Per noi, comunque, si è trattato di un primo passo importante di riflessione su un tema che ci sta particolarmente a cuore: la partecipazione.
Un altro tassello significativo del nostro cammino è stato il modulo formativo “Tuffiamoci nella competenza”, realizzato in collaborazione con il Settore Nautico e rivolto ai capi E/G, per riscoprire la ricchezza e le potenzialità educative dell’ambiente acqua. Inserito nel percorso avviato con la Raccomandazione N. 09/2022_mag, il modulo ha offerto strumenti concreti per integrare il metodo nelle attività di reparto e ha favorito una riflessione condivisa su un ambito ancora poco valorizzato nella nostra Regione, nostra grande criticità. Il weekend ha visto i capi coinvolti con entusiasmo in attività tecniche e metodologiche. Questo è solo un primo passo: l’obiettivo ora è portare quanto vissuto anche agli EG, affinché la formazione abbia un impatto diretto sulle esperienze dei ragazzi.
L’incontro Maestri e i Campi di Specialità si sono lasciati guidare dal tema “Essere artigiani della felicità”, riscoprendo il valore della gioia che nasce dal donarsi e dalla voglia di lasciare un segno positivo nel mondo. Gli 11 campi confermati hanno prodotto imprese ricche e significative. Resta però una certa eterogeneità tra Maestri molto competenti e altri che avrebbero richiesto un maggiore supporto nella progettazione del proprio ruolo. Questo ci spinge a riflettere su quanto sia ancora complesso integrare pienamente queste esperienze nella progressione personale degli EG, riconoscendole come tappe progettuali e non solo esperienze isolate.
Infine, nel percorso per la Specialità di Squadriglia, abbiamo introdotto il diario di bordo digitale, seguendo la proposta del Piemonte. L’obiettivo era favorire l’espressione emotiva dei ragazzi e rendere più accessibile e coinvolgente la fase di progettazione e racconto. Questo anno pilota ha evidenziato alcune criticità gestionali, ma anche molti aspetti positivi, come la possibilità di condividere il percorso delle squadriglie in modo immediato. Crediamo che, con i giusti miglioramenti, questa proposta possa davvero aiutare gli EG a progettare e raccontare meglio le proprie imprese.
Con questa relazione, desideriamo restituire il senso di quanto vissuto, riconoscendo il valore di ogni passo, la bellezza del cammino condiviso e le sfide che ancora ci interpellano come educatori e testimoni al servizio dei ragazzi e delle ragazze che ci sono affidati, aprendo la strada a nuovi obiettivi educativi e formativi.
Il vissuto
La Branca R/S della nostra regione è riuscita, grazie all’ impegno dei capi che hanno risposto eccomi alla chiamata al servizio, ad implementare gli E.P.P.P.I. (link di collegamento) avendo cura di porre attenzione anche ai luoghi in cui realizzare gli eventi, come, per esempio, il territorio del Foggiano dove i gruppi scout sono in drastica diminuzione.
Fra i nuovi progetti evidenziamo la realizzazione del laboratorio di Branca R/S regionale “sulla rotta di pace” poiché ha, senz’altro, segnato un cambio di passo nella tessitura dell’evento, imbastito insieme con il settore G.P.N. ed il settore Nautico.
L’anno appena trascorso è stato, dunque, ricco di sfide e scoperte; riteniamo importante esprimere poche considerazioni, quelle più importanti per complessità e novità, rinvenienti proprio dalle osservazioni elaborate dagli staff degli E.P.P.P.I. incrociate con l’approfondimento sui temi dell’educare oggi, affrontati in occasione di moduli formativi e dal confronto più stretto fra capi e fra questi ultimi e ad altre persone impegnate, a vario titolo, nella società civile.
Sul vivere il presente e sulla capacità di riprogettarsi
Vi è una crescente difficoltà per i giovani, oggi, nel districarsi nelle vicissitudini che la vita, naturalmente, pone loro dinanzi; una vera e propria fragilità talvolta connessa a storie complesse vissute nella sfera personale – da cui i ragazzi non riescono ad uscirne – altre volte rappresentata semplicemente come paura/ansia per il futuro.
Spesso la natura di tale fragilità, che produce una sorta di empasse in cui sostare per lungo tempo, si pone come un insormontabile ostacolo nella progettazione del futuro ma, in realtà, rappresenta una difficoltà anche nel vivere il presente così come accade.
Tale condizione priva gli R/S di vivere esperienze perché, seppur in maniera inconscia, li ancora nelle zone di comfort pur di non affrontare la propria vita (importante considerare il ruolo che gioca l’illusione data da vite affastellate di impegni, che distoglie lo sguardo dalla fatica di costruire quelle domande di senso che consentono una più autentica progettazione del sé).
Una possibile chiave di lettura di tale criticità è da ricercare nella rarità di relazioni interpersonali profonde, ovvero quei legami che ti danno la leggerezza di buttarti nelle cose – con la certezza di avere una rete in caso di caduta – e che ti fanno esprimere per quello che sei e non per quello che fai.
A tal proposito, riteniamo importante evidenziare, comunque, che i ragazzi molto spesso acquisiscono consapevolezza di tale carenza e questo lo si riconosce, per esempio in R.O.S.S., dal modo in cui si mettono in ricerca di esperienze vere; da come riscoprono, lungo la strada, la bellezza di dividere le fatiche con chi è loro accanto e, poi, da come vengono catturati e ispirati dalla forza delle testimonianze autentiche di adulti credibili, appassionati e innamorati della vita; possibili punti di riferimento per ciascuno di loro.
Dietrich Bonhoeffer in Resistenza e Resa scriveva: “Non c’è praticamente sensazione che renda più felice dell’intuire che si è qualcosa per altre persone. In questo ciò che conta non è il numero ma l’intensità. Alla fine, le relazioni interpersonali sono senz’altro la cosa più importante della vita”.
Sulla mancanza che genera desiderio
L’osservatorio offerto dalle R.O.S.S. – ben quattro quest’anno – ci ha consentito, per esempio, di leggere negli r/s che l’esperienza della Ross è stata vissuta non come qualcosa da fare, ma come cammino da abitare. E questo non è affatto, oggi, una cosa scontata.
I ragazzi non sempre desiderano ciò che, poi, concretamente fanno, perché schiacciati da un eccesso di aspettative, modelli e immagini già viste.
È il peso di ieri che inibisce la libertà di creare, di desiderare per sé qualcosa di unico e irripetibile.
In questo, il metodo resta valido, ma va vissuto come processo, non come struttura fissa. Serve custodire la mancanza, non colmarla; aprire spazi vuoti senza dare soluzioni già confezionate.
Cartina di tornasole dell’assenza del desiderio è il modo riscontrato, in rover e scolte, di utilizzare il punto della strada che pare più una griglia in cui compartimentare i pensieri che una guida, una mappa che aiuti loro a ricordare da dove vengono, dove si trovano e dove vogliono/desiderano andare. Bussola che, per essere guida, deve, comunque, poggiarsi, necessariamente, su di un vissuto e non su un impianto teorico.
Alla luce di queste osservazioni crediamo sia importante avviare delle riflessioni sulla progressione personale e il punto della strada, sul ruolo degli adulti appassionati e credibili, necessari per il cammino dei rover e delle scolte.
Facendo tesoro dell’incontro vissuto con don Matteo Losapio e Michele Lucivero, (modulo formativo del 15.03.25 rivolto a capi staff degli E.P.P.P.I., incaricati di zona e formatori di branca r/s; cfr allegato) i quali hanno contribuito alla costruzione di pensieri sulla Scelta della Partenza in questo momento storico, definito da Papa Francesco, di trasformazione epocale, riteniamo sia necessario che l’associazione continui a far rete, acquisisca una maggiore capacità di mettersi in ascolto e favorisca il dialogo fuori e dentro l’associazione, al fine di allenarsi a guardare la realtà di oggi con occhi sempre attenti e offrire possibilità in più di confronto e servizio a rover e scolte in cammino.
Saper progettare vuol dire far si che i ragazzi siano accompagnati nell’osservazione attenta dei contesti che abitano; nella attitudine a lavorare insieme ed a prendere decisioni di comunità; che sappiano predisporsi ad esperienze che favoriscano una progettazione di se stessi attraverso un servizio continuativo e significativo nella società.
Ci rendiamo conto di quanto sia necessario incoraggiare il passaggio da un’educazione rassicurante a una che espone al rischio buono: l’incontro con l’altro, con l’ignoto, con l’imprevisto. Solo così può svilupparsi il senso critico e, con esso, la libertà di scegliere e agire di conseguenza.
Certamente bisogna continuare ad innescare percorsi di riflessione sulla Partenza quale espressione politica ed evangelica.
Pamela e Antonio
“La non violenza è il coraggio di dire con amore la verità e l’amore è l’accettazione radicale dell’umanità di ogni persona”.
Miki Kashtan
Approdati sulla terra ferma dopo aver salpato “Sulla rotta di Pace” con 19 rover e scolte per 12 miglia da Bari a Molfetta. Per la prima volta il settore Giustizia, Pace e Non violenza ha sperimentato un cantiere in collaborazione con la Branca R/S e il Settore Nautico.
Un’ esperienza in cui i rover e le scolte hanno potuto scoprire la convivialità delle differenze, la risoluzione non violenta dei conflitti, partendo dalla reale interazione nel gruppo, diventando essi stessi parte attiva, raccontandoci le proprie storie di confine.
I rover e le scolte hanno potuto sperimentare il mare, come elemento di unione tra i popoli e non di confine, come ponte e non come limite, hanno scoperto la Puglia, come terra di Don Tonino, come “Arca di Pace”, e hanno provato a riscoprirsi come esseri con un’ala soltanto, consapevoli di trovare da qualche parte “un’ala di riserva”.
Abbiamo proseguito la collaborazione con le altre due Branche consolidando la presenza del settore: con la Branca E/G abbiamo progettato, per il secondo anno, un campetto di specialità sui temi della pace e della giustizia sociale, “A Impatto EG”, su terreni confiscati alla criminalità organizzata e gestiti dalla cooperativa “Semi di Vita” di Valenzano. Con la branca L/C abbiamo continuato a collaborare per il terzo anno sul campetto di piccole Orme “I tesori del Lago”.
Abbiamo attraversato con entusiasmo da nord a sud tutta la Puglia, per incontrare clan e discutere sui temi del settore, rispondendo alle numerose domande dei ragazzi e provando a suscitare riflessioni e azioni sulla Giustizia, sulla Pace e sulla Non violenza partendo dall’analisi dei loro territori e dei luoghi che abitano. Abbiamo accolto la curiosità dei ragazzi a scoprire possibilità di azione anche con piccoli gesti, a manifestare coraggio e desiderio nel trasformare i propri territori e a portare una visione concreta su come compiere atti di pace partendo dal proprio quotidiano. Abbiamo riscontrato da nord a sud la necessità di mettersi in cammino e compiere gesti fattibili per trasformare i propri ambienti. I ragazzi conoscono bene i propri territori e riescono anche a comprenderne esigenze e necessità e manifestano un grande desiderio di farsi protagonisti di un cambiamento negli stessi e chiedono supporto e suggerimenti per questo.
Abbiamo ripercorso la Puglia da sud a nord per incontrare anche i capi con momenti formativi per gli staff dei campetti di specialità sui temi della pace e della giustizia legati al Giubileo, con gli IABZ della Branca R/S sul documento “Artigiani di Pace”, con i capi della Branca RS sui temi della pace e della giustizia della Zona Taranto, con i capi della Branca RS sui temi della pace e della giustizia della Zona Bari Sud, momento formativo e confronto sui temi della pace e della giustizia prendendo spunto dalle nuove SNI con la comunità capi del Massafra 2.
Un’attenzione particolare anche quest’anno lo abbiamo posto sulla Comunicazione Non violenta, accogliendo le esigenze di diverse comunità ad approfondire la tematica e a formarsi sull’argomento, evidenziando anche episodi concreti su cui riflettere e su cui applicare in concreto i principi di tale comunicazione, abbiamo registrato la volontà delle comunità di allenarsi a disinnescare i conflitti e/o a risolverli in maniera nonviolenta. Per questo abbiamo progettato e realizzato un modulo formativo con la Branca L/C della zona Lecce Jonica, e un momento formativo ad hoc durante l’assemblea della Zona Bari centro e l’assemblea della Zona Daunia.
Sollecitati dagli incaricati nazionali al settore, nei mesi di marzo e aprile abbiamo accolto in Puglia il regista Marco Daffra e ci siamo affiancati a lui per diffondere nel territorio pugliese il docu-film Un mare di porti Lontani. Questo ci ha permesso di essere presenti a Guagnano con l’Amministrazione Comunale, a Brindisi con la Diocesi, a Castellaneta con la Zona Gravine Joniche. Nel 2023 Marco Daffra e la sua cinepresa hanno navigato da Carrara a Siracusa per più di mille chilometri sulla nave Open Arms. Daffra è poi volato in ricognizione di naufraghi con Pilotes Volontaires. Il regista ha infine intervistato tanti protagonisti a Lampedusa, centro nevralgico degli sbarchi di migranti, come testimonia il monumento Porta di Lampedusa – Porta d’Europa. Tra le interviste a capitani, marinai, medici, infermieri, macchinisti, interpreti e mediatori culturali, spiccano quelle del dottor Pietro Bartolo, “il medico di Lampedusa” e eurodeputato, e quella di Padre Bernardo Gianni, Abate di San Miniato a Monte. Un omaggio di verità per chi tende le mani ai naufraghi del Mediterraneo.
Nell’ambito dell’educazione e promozione della pace, dei diritti umani, della nonviolenza e dell’animazione di comunità per la promozione, soprattutto tra le nuove generazioni, dei valori Costituzionali di pace, libertà, giustizia, uguaglianza fra gli uomini e i popoli, abbiamo ricevuto la richiesta di partecipare, come Settore, alla marcia della legalità voluta dal Comune di Torchiarolo e Libera Puglia tenutasi il 5 aprile 2025. Abbiamo accolto con favore l’invito partecipandovi e condividendo con i presenti un momento di riflessione sull’educazione alla Giustizia e alla non violenza.
Consapevoli dell’importanza delle relazioni, del confronto e che il cammino per la pace è un cammino personale, ma anche condiviso e collettivo non abbiamo smesso di essere in rete e di percorrere l’anno a fianco di tutti coloro che nella società civile si occupano come noi dei temi di Giustizia, Pace e Non violenza continuando ad essere presenti nel Comitato per la Pace di Terra di Bari e di tutta la Puglia (aderendo e partecipando a diverse marce organizzate su tutto il territorio Pugliese cercando di coinvolgere i vari gruppi locali) e con La Rete Italiana Pace e Disarmo, con la partecipazione di Valentina all’assemblea nazionale tenutasi a Verona.
In occasione dell’arrivo della Luce di Betlemme – Luce di Pace sul territorio regionale abbiamo provato, anche quest’anno, a sollecitare i gruppi e le varie comunità a pensare a piccole azioni di pace e momenti di riflessione.
Sempre in connessione con tutti gli altri incaricati regionali del Settore per formarci e confrontarci ed essere testimoni credibili e di riferimento per tutto il territorio, a raccogliere desideri e curiosità dei ragazzi e dei capi di Puglia sul tema, ma anche per accogliere le esperienze delle varie zone e farne tesoro per essere più stimolati e pronti a essere presenti nei territori.
In quest’anno abbiamo progettato e costruito percorsi per educare alla giustizia, pace e non violenza convinti che lo scautismo debba sempre più promuovere una cultura basata sul rispetto reciproco, sulla solidarietà e sui diritti umani, incoraggiando azioni attive per contrastare ingiustizie e conflitti in modo pacifico. Ciò richiede un impegno concreto sia a livello individuale, sviluppando pensiero critico e capacità di comunicazione non violenta, sia a livello sociale e associativo, attraverso l’azione collettiva per costruire un mondo più equo e sostenibile per tutti.
Valentina e Pasquale
Il mondo della Comunicazione è cambiato, tanto. Il modo di interfacciarsi e creare reti sociali si è evoluto, nel bene e nel male, con una rapidità ragguardevole. La velocità, l’iperstimolazione e l’estrema sinteticità di contenuto a cui si è sottoposti in una normale giornata sui social è esemplificativa dell’eccezionale ricerca, da parte dei ragazzi, della vita di campo, delle chiacchierate attorno al fuoco.
Il Settore Comunicazione, di cui mi sono onorato di essere incaricato regionale negli ultimi sei anni, ha raccolto le sfide dei tempi che cambiavano ora per ora ed ha condotto la nostra Associazione attraverso le evoluzioni dei processi comunicativi anche attraverso un uso conforme al nostro essere scout dei social, del web, del modo di proporre finanche i nostri documenti.
Nel verificare l’evento formativo rivolto ai capi che il Settore Comunicazione ha tenuto l’11 e 12 di Gennaio presso la sede del Comitato Regionale, è stata parecchio indicativa la profonda e stimolante curiosità dei partecipanti, preoccupati per un verso e propositivi e preparati dall’altro. Le attività proposte con Andreina Del Grosso, incaricata nazionale alla Comunicazione, hanno palesato grande competenza e orgogliosa consapevolezza di essere sempre sul pezzo, ovvero di essere quel “capo formato” a cui “i ragazzi hanno diritto”.
Sì, perché le frontiere educative su cui si muovono capi e ragazzi oggi sono rappresentate anche da stories di trenta secondi, da reel a volte incomprensibili a volte magnifici, da testi criptici ed ermetici.
Ho scoperto quanto sia importante, oltre a conoscere il metodo scout, saper accompagnare i ragazzi anche nel loro mondo digitale, diventando punti di riferimento affidabili senza mai sostituirsi a loro. Anche lì.
Comunicare, con tempi lenti, distesi, non frenetici, così come è avvenuto in Sicilia, dove il Settore Comunicazione Pugliese ha rappresentato AGESCI come parte dello staff del primo evento di Scout Naturalist, progetto condotto in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Le tecnologie e i social per salvaguardare il creato, per conoscerlo e comunicarlo, ma senza l’ansia di pubblicare immediatamente e compulsivamente contenuti.
Comunicare, mettendosi a servizio dei Settori e delle Branche, nell’anno in cui i temi di giustizia e pace sono stati rumorosamente e ostinatamente presenti per le strade di Puglia e, ovviamente, sui social. Ne sono esempio la copertura mediatica che è stata predisposta per gli eventi del Settore GPN, senza dimenticare le attività di sensibilizzazione al rispetto per l’ambiente e in contrapposizione alle grandi vergogne ambientali della nostra terra e contro le illegalità – le mafie – che inquinano la nostra società.
Comunicare, sul manto erboso della Base di Cassano, per la quale il Settore Comunicazione ha elaborato la campagna informativa in vista della riapertura degli spazi esterni, fino all’elaborazione della modulistica per la prenotazione della base.
Comunicare – costantemente – a servizio del Comitato nelle occasioni istituzionali e sui prati della Base di Bracciano, nei Consigli Generali e negli Incontri Incaricati Regionali, ma anche nelle assemblee e nei consigli regionali.
Comunicare e raccogliere la commozione del mondo per la salita in cielo di Papa Francesco e per l’elezione di Papa Leone XIV, colorando con la gioia e la bellezza della gioventù pagine e pagine del Giubileo, profetico ponte tra i due papati.
Comunicare la gratitudine per le imprese dei nostri squadriglieri, che hanno ricevuto il titolo di Alfieri della Repubblica da parte del Presidente Sergio Mattarella.
Comunicare, per garantire la corretta applicazione della legge nel rispetto delle modalità rendicontative e di pubblicità legale del finanziamento dell’Avviso 2 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ricevuto da AGESCI Nazionale ed erogato in parte anche ad AGESCI Puglia per i nostri bellissimi Guidoncini in Fiera.
Essere consapevoli che ogni post, ogni video, ogni racconto condiviso diventa occasione di testimonianza, un mezzo per trasmettere i valori scout anche attraverso le nuove forme di comunicazione.
Essere coscienziosamente composti nelle reazioni di pancia, soprattutto quando accadono fatti gravi su cui la stampa – o presunta tale – costruisce storie che coinvolgono – anche immotivatamente – lo scoutismo, i ragazzi, l’Associazione. In diverse occasioni ho tempestivamente raggiunto capi subissati da sollecitazioni immotivate in concomitanza di fatti di cronaca: le Co.Ca., i Comitati di Zona possono contare sulle competenze dell’Ufficio Stampa nazionale e del supporto incondizionato del Settore Comunicazione nazionale e regionale.
In prospettiva, sarà certamente necessario focalizzare meglio, suggerendo motivatamente l’attivazione – nel percorso formativo degli adulti – di specifici momenti connessi alla sfera della comunicazione, con particolare cura e attenzione per le dinamiche connesse alle tematiche dei social, della privacy, dell’intelligenza artificiale (dinamiche che riguardano tremendamente da vicino la crescita dei ragazzi), e finanche sul rispetto delle norme relative al diritto d’autore: il valore della testimonianza di un capo passa anche nel rispetto dell’immagine, della musica, dei prodigi frutto dell’intelletto altrui. Anche di quello di AGESCI, diciamolo.
Torno nella mia Comunità Capi, nel Lucera 1, grato per il Servizio che il Comitato Regionale di AGESCI Puglia ha voluto propormi. Resterà un tratto di strada indimenticabile, anche con tutti i suoi segmenti frastagliati, in salita, senza traccia incontrati. Non ho camminato solo. Lui è sempre stato con me. Buona strada!
Alessio
Quest’anno appena concluso, è stato ricco di novità per gli scout pugliesi che vivono il mare, in quanto ci sono state diverse occasioni per far conoscere l’ambiente acqua e lo scoutismo nautico sia ai ragazzi che ai capi.
Tutto è stato possibile grazie al lavoro di squadra fatto dalla Pattuglia nautica, che continua a formarsi dal punto di vista metodologico/tecnico, ed al supporto di alcuni capi del Centro Nautico del Levante: la pattuglia operativa costituita da Capi, Rover e Scolte (maggiorenni) che offrono la propria competenza con lo scopo di permettere a tutte le unità di sperimentare l’acqua come ambiente educativo.
L’Asilo dei Capitani 2025, vissuto a fine settembre presso la sede della Lega navale di Bari, ci ha dato la possibilità di incontrare i capi dei gruppi nautici e ad indirizzo nautico, i capi del Centro Nautico del Levante e tutti coloro che lavorano in ambiente acqua ed è servito per verificare l’anno precedente. Dall’incontro abbiamo individuato i bisogni educativi e formativi dei capi e ragazzi pugliesi facendoli diventare concreti nel programma dell’anno appena passato. Questo evento risulta fondamentale per conoscere e tessere relazioni tra i capi e per coinvolgerli nelle attività del Settore, pertanto incontreremo nuovamente l’Asilo dei Capitani 2026 con la speranza di avere sempre più capi presenti.
Durante l’Assemblea Autunnale Regionale del 2025, abbiamo preparato uno stand informativo per raccontare la vita di Settore ed abbiamo constatato un discreto interesse ed entusiasmo da parte dei capi della regione. Nell’Assemblea Autunnale regionale 2026, ci piacerebbe avere uno spazio più visibile e attivo, in cui i capi possano appassionarsi all’ambiente acqua giocando e sperimentandone la bellezza.
Nei vecchi programmi regionali avevamo avanzato la proposta di un evento di Fo.Ca. relativo all’ambiente acqua, che purtroppo non siamo mai riusciti a realizzare. Quest’anno, però, grazie alla richiesta della Pattuglia di Branca E/G, abbiamo realizzato con loro un Modulo Formativo “Tuffiamoci nella Branca EG”, che ci ha permesso di arricchire i capi presenti di competenze in ambiente acqua ma soprattutto trasmettere la bellezza dello scoutismo vissuto in mare. Vorremmo riproporre lo stesso modulo formativo nel prossimo anno, in quanto riteniamo di dover ancora coinvolgere i capi reparto e indirizzarli verso l’ambiente avventuroso del mare, prima di riproporre un nuovo grande evento per le squadriglie.
La presenza del Settore Nautico con il Settore Competenze all’interno del CFM E/G regionale di giugno a Rutigliano, si è arricchito con la proposta di una bottega con diverse tecniche che hanno permesso di continuare ad alimentare ed a creare interesse nei Capi presenti. Ci piacerebbe, nel prossimo anno, riuscire ad avere uno spazio in tutti i CFM regionali, un tempo per poter raccontare come proporre l’acqua come l’ambiente educativo per i nostri ragazzi.
Il Campetto di multispecialità “Splash” proposto con la Branca E/G si conferma come uno dei campetti più attesi dai nostri ragazzi che possono cimentarsi in alcune specialità tipicamente nautiche ed altre meno, ma che sono state integrate e potenziate con maestria dai Maestre di Specialità. Abbiamo verificato con soddisfazione il buon esito dell’evento, emerso soprattutto dal racconto degli E/G che lo hanno vissuto.
Consolidata ed affiatata permane la collaborazione con il Settore Competenze in due eventi. Come avevamo sognato l’anno scorso, abbiamo arricchito con loro il Campo di Competenza di giugno, che si presenta con una doppia tecnica, Trappeur ed Esploratore delle acque. Il campo è stato proposto con un progetto di campo unico affiche i ragazzi possano tornare a casa dopo aver acquisito delle competenze trasversali. Questo ha permesso agli stessi di sentirsi un unico grande reparto in cui condividere tutto, anche le proprie fragilità. Anche se con un minor numero di iscritti rispetto a quelli previsti, abbiamo fortemente voluto realizzare il Multistage “A sud abbiamo il mare” a settembre, proprio per non lasciare nel vuoto la richiesta di formazione dei capi. I piccoli numeri ci hanno per messo di lavorare bene, ma allo stesso tempo, è mancata la possibilità di un maggior confronto.
Vivere insieme al Settore Competenze dalla progettazione alla realizzazione questi due eventi ci ha permesso di fondere e condividere le competenze, stringere relazioni tra i capi e buttare le basi per il futuro in cui speriamo di riproporre gli stessi eventi.
Il sogno e la tenacia dei capi del Settore, insieme a quelli della Branca R/S e del Settore GPN, si è concretizzato in un EPPPI in ambiente acqua “Sulla rotta di pace” in collaborazione con a Lega Navale di Bari. Questo laboratorio, è nato per far vivere il mare ai rover e le scolte del noviziato e primo anno di clan, affinché possano scoprire un nuovo modo di mettersi a servizio con lo spirito di inclusione e accoglienza che contraddistingue lo scoutismo pugliese, avendo come compagno di equipaggio Don Tonino Bello.
Dopo un anno di preparazione con la Branca L/C, abbiamo realizzato un nuovo campetto di Piccole Orme “I guardiani del faro” a Taranto, che ha dato la possibilità ai Lupetti ed alle Coccinelle di vivere il gioco all’interno dell’ambiente acqua. Per essere il primo anno, siamo molto contenti di essere riusciti a coinvolgere la Marina Militare Italiana ed aver visto negli occhi dei bambini lo stupore per la bellezza dei luoghi visitati.
Ci teniamo a riportare che, la Pattuglia e i capi del Centro Nautico sono stati contattatati da diversi gruppi per sperimentare l’ambiente acqua ed essere aiutati nella realizzazione di imprese, specialità e campi estivi.
Affinché tutto quello che abbiamo fatto quest’anno possa migliorare, dobbiamo impegnarci ancora di più, e pertanto, abbiamo bisogno di capi disponibili, che vogliano spendersi in questo ambiente tutto da scoprire!
Buona rotta.
Rossella
Anche quest’anno, come Settore FB, abbiamo cercato di dare il nostro contributo e supporto alle branche provando a far vivere, in tutte le unità, la gioia del nostro essere scout anche attraverso la dimensione del servizio e dell’attenzione “ai giovani ed agli ammalati, a Lourdes e nel mondo”, come proprio sottolineato nella promessa del Foulard Bianco: per questo, abbiamo partecipato e sostenuto l’organizzazione di un EPPPI, di un campo di specialità e di un campetto di Piccole Orme che, appunto, permettessero di vivere anche questo aspetto della nostra quotidianità scout.
Sicuramente, da un punto di vista prettamente “emozionale”, pensiamo che la dimensione del servizio agli ammalati, che teoricamente potrebbe essere difficile e non compreso bene(oltre ad intimorire), è stato vissuto con compartecipazione e coinvolgimento da parte dei bambini e ragazzi che hanno partecipato a questi eventi: anzi, in particolare dalla branca RS, i ritorni che abbiamo ricevuto dall’ EPPPI ci fanno pensare che questo tipo di esperienze potrebbe essere molto utile e ricercato dai ragazzi sia sotto l’aspetto del rapporto con “l’altro” ma anche con sé stessi.
Da questo punto di vista, inoltre, il nostro metodo, in tutte le branche, ci fornisce strumenti metodologici, senza necessità di dover necessariamente inventare o adattare cose nuove, che possano permettere di vivere anche questa dimensione del “servizio” all’interno della progressione personale.
Probabilmente, la sfida che dobbiamo provare ad affrontare è quella di far conoscere il Settore e la sua valenza anche ai capi: dalle verifiche, molte volte il ritorno che ne abbiamo avuto è stato “nel io gruppo non ci hanno parlato né conoscevamo il Settore”: è su questo che vorremmo provare a lanciarci, ovvero a farci conoscere e vivere anche dagli adulti.
Su questa base, potremmo pensare di approcciarci al nuovo anno: continuare a vivere e supportare le branche ma anche “allargarci” ai capi.
Andrea
«C’è un solo modo autentico per descrivere ciò che è stato quest’anno associativo e ciò che è il Settore Competenze Puglia: il Settore Competenze è uno stato d’animo. E come ogni stato d’animo, non si può spiegare, si può solo vivere. Il Settore non è solo l’organizzazione di campi nazionali per capi e ragazzi. È molto di più. È la vibrazione che si sente nella fase di progettazione, quando le idee iniziano a prendere forma. È il piacere di assaporare il lavoro condiviso, l’unione degli staff, lo scambio di sogni e visioni tra capi che si riconoscono simili, magari un po’ folli, ma proprio per questo capaci di rendere possibile l’impossibile»
Campi di Competenza ed EPPPI: durante quest’anno, il Settore ha vissuto momenti intensi e significativi. Gli incontri di base non sono stati solo occasioni per costruire nuovi progetti o formare nuove staff: sono stati luoghi di accoglienza, di formazione, di crescita personale e collettiva. Occasioni dove è emerso proprio questo spirito, ossia la voglia dei capi che fanno parte del Settore Competenze di mettersi in gioco, la capacità di trasformare idee improbabili in esperienze concrete, il desiderio di costruire relazioni autentiche attraverso la tecnica.
I campi di competenza e l’EPPPI proposti non sono stati semplici momenti di trapasso nozioni sulle tecniche, ma veri e propri cammini, dove ogni attività — dal costruire un rifugio con materiali poveri al mettere in scena le proprie emozioni — ha rappresentato una tappa verso l’essenziale. I ragazzi hanno vissuto l’avventura con consapevolezza, affrontando prove tecniche e sfide personali che li hanno portati a scoprire il valore della resilienza, della cura del dettaglio e dello spirito di servizio. Hanno imparato che la competenza non è solo abilità, ma anche ascolto, condivisione, capacità di mettersi in gioco e di guardare il mondo con occhi nuovi.
In ogni campo, la dimensione spirituale ha avuto un ruolo centrale: che fosse un pellegrinaggio ispirato alla vita di San Francesco o una catechesi costruita attorno agli elementi naturali, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di riflettere, interrogarsi e lasciarsi provocare. Hanno scoperto che “riparare la Chiesa” può voler dire prendersi cura di ciò che è fragile, vivere con sobrietà e scegliere con consapevolezza. Queste esperienze hanno dimostrato che il Settore Competenze non è solo un insieme di tecniche da apprendere, ma un laboratorio di umanità. I ragazzi hanno imparato a costruire con le mani, ma soprattutto a costruirsi come persone. Hanno camminato insieme, condiviso emozioni, superato limiti. E in questo cammino, hanno scoperto che la vera competenza è quella che nasce dal cuore e si mette al servizio degli altri.
Anche i luoghi hanno avuto un significato profondo. Il campo di competenza di pioneristica ha segnato il ritorno alla Base di Cassano, dove il tempo sembrava essersi fermato e dove, tra gli alberi e le strutture ritrovate, si è potuto sognare di nuovo. La gioia di riscoprire questi spazi, di animarli con attività pensate con cura e vissute con autenticità, ha reso ogni fatica degna di essere affrontata. In particolar modo ci sentiamo di ringraziare Amedeo Borricelli, Carmela Schiavo, Teodoro e Flora De Marco. Grazie a loro, abbiamo potuto rivivere i ricordi di tante avventure vissute in quel luogo speciale. C’è ancora tanto da fare perché la base di Cassano possa tornare a essere vissuta come un tempo. Ma abbiamo imparato ad avere pazienza, a rispettare i tempi, a fare ciascuno la propria parte. Perché solo così, insieme, potremo renderla sempre più accogliente, più viva, più di tutti, soprattutto dei ragazzi.
Moduli formativi: nel corso dell’anno, il Settore Competenze ha dato vita a una proposta formativa rinnovata, nata dal confronto con i capi e dalle esigenze emerse nei consigli regionali. I moduli realizzati hanno offerto esperienze autentiche, dove la tecnica scout è tornata ad essere strumento vivo di relazione, spiritualità e crescita.
In ambienti naturali e contesti accoglienti, i partecipanti hanno riscoperto il valore dell’avventura, del gioco e della manualità, vivendo momenti intensi di catechesi e condivisione. Anche laddove la partecipazione è stata contenuta, il lavoro in piccoli gruppi ha permesso di approfondire contenuti e rafforzare legami.
Le tecniche proposte — dalla pionieristica al trappeur, a mani abili, a nautica, a espressione artistica — sono state veicolo di formazione trasversale, capace di coinvolgere mente, mani e cuore. Ogni modulo ha confermato l’efficacia di un approccio educativo che mette al centro la persona, valorizza il gruppo e restituisce senso al servizio.
Queste esperienze hanno dimostrato che formare i capi sulla valenza educativa delle tecniche significa accompagnare, creare spazi di autenticità e offrire strumenti per costruire, dentro e fuori, il proprio cammino scout.
Progetto ScoutNaturalist CNR – AGESCI: la collaborazione tra CNR e AGESCI ha dato vita al progetto ScoutNaturalist, che coinvolge capi e ragazzi nella Citizen Science per osservare e tutelare la biodiversità tramite la piattaforma iNaturalist. Due capi del Settore Competenze, Giulia Cassese e Raffaele Guastamacchia, hanno partecipato ai primi due eventi nazionali, a Palermo e Venezia, vivendo un’esperienza intensa, formativa e ricca di stimoli per l’educazione ambientale in ambito scout. Per entrambi, è stata un’esperienza sorprendente e profondamente arricchente, che ha permesso loro di:
- Approfondire le tematiche ambientali e scientifiche in chiave educativa.
- Condividere buone pratiche con altri capi provenienti da tutta Italia.
- Rafforzare il legame tra il mondo scout e quello della ricerca. Scoprire nuovi strumenti per coinvolgere i ragazzi in attività di osservazione e tutela della natura.
INDABA 2025: svoltosi dal 13 al 15 settembre presso la base di Bracciano, è stato un appuntamento centrale per il Settore Competenze, dedicato al rafforzamento del ruolo del formatore scout attraverso il gioco, la riflessione e il confronto, creando un contesto ricco di scambi, stimoli e nuove prospettive per rilanciare con energia e consapevolezza l’impegno educativo. Il tema del gioco come strumento educativo ha guidato l’intera esperienza, con una giornata interamente dedicata ai game-lab, ricchi di stimoli e tecniche applicabili nelle comunità capi. Tra i momenti più significativi, l’intervento di Lucia Berdini, formatrice esperta e fondatrice di Playfactory, ha ispirato i partecipanti con il suo approccio coinvolgente e motivazionale, valorizzando il gioco come chiave pedagogica capace di unire ludicità, benessere e apprendimento. La domenica ha segnato un passaggio fondamentale grazie al dialogo con gli incaricati nazionali Fo.Ca. – Area Metodo, che ha permesso di costruire una visione condivisa sul percorso formativo e sull’intenzionalità educativa delle tecniche.
Nel corso dell’anno, alcuni capi del Settore Competenze Puglia sono stati anche chiamati a collaborare in eventi e progetti organizzati in altre regioni, portando il proprio contributo tecnico ed educativo al di fuori dei confini regionali.
Conclusioni: Il Settore Competenze Puglia non è un elenco di attività. È un’esperienza. È una comunità sempre al servizio della Regione. È un sogno condiviso. E quest’anno lo ha dimostrato con forza.
Vanessa e Antonio
Il Settore Protezione Civile quest’anno è stato impegnato nell’organizzazione e gestione di una sessione formativa per volontari svoltasi nel marzo 2025 che ha ottenuto un positivo riscontro con la partecipazione di circa 40 capi e R/S provenienti da Puglia e Basilicata. Con la branca E/G c’è stato un aiuto per la parte logistica e l’aspetto Sicurezza per il campo “Guidoncini in Fiera”. Inoltre c’è stata l’attivazione dal settore P.C. Nazionale su richiesta del Dipartimento di Protezione Civile in occasione delle esequie Papali e Giubileo degli Adolescenti ad aprile 2025 ed in occasione del Giubileo dei Giovani nei mesi di Luglio e Agosto.
Nella prima convocazione la disponibilità alla partenza dei Volontari c’è stata, ma essendo la richiesta del Dipartimento di Protezione Civile per il solo intero periodo di cinque giorni, c’è stata la partecipazione di soli 4 capi. Nella seconda non c’è stata alcuna risposta, mentre nella terza solo 1 capo ha svolto il Servizio.
Dalle verifiche fatte con i Capi coinvolti si è riscontrato che il nostro saper Servire non è un dovere ma una Missione, testimoniata dal ringraziamento sincero dei pellegrini e dei responsabili del Dipartimento di Protezione Civile. Questo fa emergere di come sia utile e bisognoso il nostro Esserci in caso di bisogno.
Dall’analisi finale però si evince che pur essendoci una volontà alla partecipazione, nel momento dell’Emergenza reale, la risposta dei Capi è vincolata da troppi fattori personali che non permettono di avere una risposta adeguata alla richiesta che viene fatta alla nostra Associazione.
Vincenzo





