TORNA LA MARCIA PER LA PACE EMMAUS-AMENDOLA: “DEDICATA ALLE BAMBINE E AI BAMBINI MORTI NELLE GUERRE IN CORSO”


 

Domenica 10 maggio 2026 si terrà la XIII edizione della Marcia per la pace Emmaus – Amendola, promossa dal Coordinamento provinciale Capitanata per la Pace e dalla Rete Comitati Pace Puglia di cui AGESCI Puglia fa parte. Giovani, lavoratori, studenti, associazioni e famiglie si rimettono in cammino lungo i circa 10 chilometri che separano l’aeroporto militare dalla storica sede dell’associazione foggiana, per scegliere ancora una volta la via del disarmo.
In un contesto mondiale in cui in ogni angolo del pianeta i conflitti armati mietono vittime innocenti e in cui il rumore delle armi copre le voci della ragione, vogliamo tornare a invocare la pace e a ribadire che “la guerra non è mai giusta ed è sempre un fallimento dell’umanità”. Quest’anno la Marcia è dedicata alle bambine e ai bambini morti nelle guerre in corso. Parteciperanno alla marcia Mons. Giovanni Ricchiuti, presidente nazionale di Pax Christi e Alfio Nicotra coordinatore Rete Italiana Pace e Disarmo.
Camminare insieme per arrivare davanti ai cancelli dell’aeroporto militare Amendola assume particolare significato perchè la struttura è pienamente integrata nel sistema NATO. Quella base con i suoi mezzi e la sua logistica è uno strumento tangibile della macchina da guerra da cui partono azioni che provocano morte; insieme ad altre basi militari sul nostro territorio regionale fanno della Puglia una delle regioni più militarizzate d’Italia, trasformandola di fatto in un avamposto strategico nel cuore del Mediterraneo. Partecipare è un modo pacifico di interrogare le coscienze di ognuno perchè convinti che la sicurezza non si costruisce con gli armamenti, ma con la giustizia e la riduzione delle disuguaglianze, la negoziazione, la cooperazione e la difesa civile nonviolenta. Invitiamo le zone e i gruppi della nostra Regione a programmare la partecipazione ad un momento di comunità per riaffermare che la Puglia deve essere ponte tra Oriente e Occidente come arca di pace.